domenica 28 ottobre 2012

E’ tutto più complicato di quello che pensi. 
Vedi solo un decimo di ciò che è vero. Ci sono milioni di fili attaccati a ogni scelta che fai; 
puoi distruggere la tua vita ogni volta che fai una scelta. Ma forse 
non lo saprai per vent’anni. E non riuscirai mai a risalire indietro alla fonte. 
E hai solo una possibilità da giocarti -prova solo a capire il tuo divorzio- e dicono che 
non esiste il fato, ma esiste: è ciò che tu crei. 
Anche se il mondo va avanti per una frazione di una frazione di secondo. 
La maggior parte del tempo lo passi da morto o prima di nascere. Ma mentre sei vivo, 
aspetti invano, sprecando anni, una telefonata o una lettera o uno sguardo 
[da qualcuno o qualcosa che aggiusti tutto]
E non arriva mai 
oppure sembra che arrivi 
ma non lo fa per davvero. 

E così 
spendi il tuo tempo in vaghi rimpianti o più vaghe speranze perché giunga qualcosa di buono. Qualcosa che ti faccia sentire connesso, 
che ti faccia sentire completo, 
che ti faccia-sentire-amato. 
E la verità è che sono così arrabbiata e la verità è che sono così triste, cazzo, e la verità è che ho sofferto, cazzo, per un cazzo di tempo lunghissimo, per quello stesso tempo in cui ho fatto finta di essere ok, giusto per andare avanti -giusto per- non so perché, forse perché 
nessuno vuole sapere della mia tristezza, perché hanno la loro e la loro è troppo opprimente per permettere di starmi a sentire o di curarsi di me.

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