Ti amo.
Questa piccola parola - amore, in grado di distruggere e di creare.
Di dare senso ad una vita o di toglierglielo.
In grado di far muovere intere armate che urlando ed agitando baionette
non fanno più ritorno a casa.
In nome della parola amore.
Un sola parola che accende l'anima e dà la forza ad un uomo di spaccarsi la schiena
per quattordici ore di fila al giorno pur di pagare i propri sogni. O gli dà la forza
per cingersi il collo con una sciarpa in corda, buttar giù decine e decine di compresse o
centinaia di gocce.
Di muovere un dito su un grilletto.
Di non sentire più il pavimento sotto i piedi per sette o otto piani.
Ti amo.
Quante volte l'ho ripetuto nella disperazione affogando tra le lacrime cercando di non far
sciogliere il trucco.
E ora che mi manchi così tanto, questa parola
mi sembra troppo piccola - troppo vuota.
Mi sembra solo ciò che è.
Una parola con uno strano suono svuotata da ogni significato, che non sa
esprimere _ORA_ l'immenso vuoto che esiste tra un secondo
ed un altro.
Nick Cave mi sembra perfetto per un suicidio. Per il mio, di sicuro [l'ho sempre pensato].
Morire tra le note in loop di qualcuno che - apparentemente - sembra capire
come mi sento. Intendo, che sembri capirlo davvero. Eppure
quando è accaduto, quando sono morta per quei -QUANTO SARANNO STATI? CINQUE? DIECI? QUINDICI?-
minuti, a tutto pensavo tranne che alla colonna sonora della fine della mia vita.
[o forse non pensavo a nulla]
E mi sono solo risvegliata con una flebo attaccata al braccio ed un gran via vai di gente
ai piedi del mio letto, completamente silenzioso.
Nick Cave non era in nessun angolo della stanza a cantare per me,
nè per la fine nè per l'inizio del resto della mia vita.
C'era solo un TIAMO che la mia mente continuava a ripetere, svuotato da ogni significato
che era la cosa più importante della mia vita.
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